LA COPERTINA

15.4.2016 - voglio dedicare questa copertina allo zio di tutti NICOLA CASERTA, scomparso prematuramente e che lascia un vuoto che, penso, non possa essere colmato., ma sicuramente la sua eredità morale e di grande uomo apparterrà al nostro futuro. 

Eletto Segretario Nazionale del Sappe al primo congresso nazionale di Roma, nel 1992. Nel 1997 ha assunto l’incarico di Segretario Generale Aggiunto, che manterrà fino al 2001. Nel 2001, al congresso di Perugia, viene eletto Presidente del Sindacato, carica che manterrà fino al 2011 quando fu costretto a lasciare il sindacato per il sopraggiungere della malattia. Indimenticabile rimarrà il suo ricordo nel Sappe, nel Corpo, nel cuore di tutti i suoi cari e di tutti quelli che hanno avuto l'onore ed il piacere di conoscerlo. Riposa in pace carissimo collega e grandissimo amico.

 

 

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27.4.2016 - Casa Circondariale Savona - Ultimo atto. 

Il 27 Aprile siamo convocati presso gli uffici dell'ex provveditorato ligure per calare il sipario sulla Casa Circondariale di Savona.  Secondo me Savona rappresenta il fallimento dell'Amministrazione e della politica. Indifferenza e impotenza questi sono gli aggettivi che qualificano la chiusura del penitenziario e il trasferimento del personale. L'ennesimo atto di abbandono del sistema carcere ovvero della Polizia Penitenziaria. Ora ci convocano a giochi fatti e ci racconteranno sempre la stessa manfrina, l'ennesima falsità. A nulla sono valse le nostre proposte, tutte frantumate davanti all'ostilità dei dirigenti antisindacali: per loro è importante chiudere per non avere problemi. Noi il 27 Aprile abbiamo qualcosa da dire, ma sappiamo già che i giochi sono fatti per questo sarà maggiore la nostra rabbia. A chi bisogna dire grazie? la verità è sotto gli occhi di tutti, o forse sotto gli occhi di chi vuol vedere.

 

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29.4.2016 - Casa Circondariale Savona - Ultimo atto parte seconda

Il 27 Aprile, mentre presso la sede decentrata del Provveditorato ligure si svolgeva la farsa della pseudo contrattazione sulla mobilità del personale di Savona, l'onorevole Molteni Nicola (Lega Nord) presentava interrogazione parlamentare a risposta scritta rivolta al Ministro Orlando sulla situazione del penitenziario di Savona. (qui il testo) Fa piacere, sempre e comunque, che la politica faccia bene il suo ruolo e di questo ne rendo merito, ma è indispensabile che la sicurezza diventi seriamente la parte integrante dell'attività politico amministrativo di tutti. Per adesso una cosa è certa che Savona non ha il carcere il che sta determinando una situazione paradossale collegata alla sua soppressione. Ma perchè si è voluto questo? è il quesito da porre al Ministro.

 

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10.5.2016 -Incontro delle OO.SS. presso il Prap di Torino

Finalmente il Provveditore regionale del Piemonte, della Liguria, della Lombardia e della Val D'aosta (????) ha trovato il tempo per incontrare le OO.SS. della Polizia Penitenziaria per discutere il nuovo assetto organizzativo del nuovo provveditorato. Cosa è emerso? esattamente quello che il SAPPe si aspettava ossia NULLA. Un Provveditore che si è trincerato dietro le proprie idee e ed organizzazione (che ha dato prova di non conoscere) rigettando ciò che le OO.SS. della Liguria hanno pattuito proprio con l'amministrazione. Praticamente la stessa Amministrazione che smentisce se stessa. Il SAPPe non vuole entrare nelle diatribe ma chiede chiarezza e possibilità di una gestione utile e trasparente ma soprattutto condivisa dalla OO.SS. ossia a favore del personale che da anni è chiamato al proprio dovere ma non ottiene i propri diritti. Il Sappe intraprenderà una serie di iniziative atte a contrastare questo strano fenomeno che è avverso alla Polizia Penitenziaria.

 

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14 Novembre -  La Liguria penitenziaria una realtà da dimenticare

Carcere e rieducazione, carcere e territorio, carcere a umanizzazione della pena, ecc, ecc, Quanti convegni spesi sul tema, quanti interventi politici, quanti fiumi di parole e promesse sparse ai quattro venti. Ma qual è la verità di questa realtà che si chiama carcere. Una sola si continua a morire in carcere e di carcere. A noi della Polizia Penitenziaria non ci spaventa il nostro quotidiano, ma nessuno e dico nessuno si è mai preoccupato di come reagisce il nostro poliziotto dopo aver vissuto l'evento critico. Come reagirà il giorno dopo quel collega che si è prodigato nel salvare la vita ad un detenuto che era li appeso nel suo intento di porre fine alla sua vita? Quale serenità troverà il giorno dopo il suo intervento verso un detenuto autoleso al quale gli sono stati applicati innumerevoli punti di sutura. Nell'immediato c'è la reattività del momento, ma domani? la famiglia? Ma la stessa analisi i nostri esperti la devono effettuare anche per la popolazione detenuta. Non è prioritario assicurare i 4 o 9 metri quadri per la dignità della detenzione, bensì scoprire cosa accade in quello spazio detentivo. Non è prioritario o umanizzante la denominazione della cella o camera detentiva, ma cosa vive il detenuto in quella cella. Abbinare il detenuto psichiatrico con un detenuto che si trova in cella per un qualsiasi reato anche di entità minima, farlo convivere con l'evento critico, assistere alla morte del compagno di cella, assistere impassibile al compagno di cella pieno di sangue perchè così ha pensato di protestare, il sentire le urla notturne di coloro che sono in preda a sconforto e chiedono l'intervento del poliziotto di turno (e di chi altrimenti), allora mi chiedo questo è il carcere che vogliamo e che comunque è in linea con le varie sentenze europee? Allora mi chiedo è una questione di sovraffollamento, di capienza, di metri quadri, o di chi è recluso e non dovrebbe esserlo? o è abbinare alla detenzione come dicono gli studiosi alla umanizzazione della pena ed alla sua umanità, chiedo loro cosa è l'umanità. Chiedetevi cosa penserà il giorno dopo colui che ha vissuto il dramma del carcere non come struttura ma come vita quotidiana. Su questo cosa si stà facendo? io lo so NULLA.